Si comincia a vedere qualcosa in questo inverno artico, partendo alle undici e trenta il sole basso a sud procura un’atmosfera che da noi si definirebbe di tramonto, e, cosa più importante, consente un’ottima visibilità.
Il tempo è sereno senza una nuvola in vista, unico fastidio il vento forte, venticinque nodi da sud che già in decollo mettono a dura prova le mie scarse abilità, tuttavia riesco a partire e seguo la costa da Lakselv verso nord, rifacendo con comodità virtuale la strada che ho percorso tanti anni fa in bicicletta.
Seguo dunque il fiordo (Porsangerfjorden) fino a giungere in vista dell’isola di Honningsvåg, celebre per essere il luogo dove termina la rete stradale europea, a Capo Nord. Non ho voglia però di arrivare fino all’estremo nord dell’isola, e penso ad atterrare al minuscolo aeroporto del piccolo centro abitato, che disgraziatamente è orientato di traverso (piste 8-26) rispetto al forte vento che arriva da sud.
Niente paura, approfitto dell’occasione per fare esercizio di atterraggio, e sono abbastanza soddisfatto di come riesco a portare l’aereo ad allinearsi ed a toccare il suolo senza danni, nel centro preciso della corta pista. Soltanto la frenata non riesce al meglio, e mi trovo a sbandare fermandomi con il muso che guarda leggermente di lato.
A parte questo dettaglio, tutto bene, mi godo il nuovo xplane 10 con i suoi paesaggi sempre più dettagliati e festeggio l’estremo nord del mio viaggio.
Qui sotto il filmino dell’atterraggio, molto piccolo perché non avevo settato a dovere le impostazioni in xplane e le dimensioni del film sono risultate piuttosto strette.
